Gentilissimo Giuseppe, d'accordo con il resto del Gruppo PD alla Camera, abbiamo deciso di rispondere compattamente alle preoccupazioni espresse nella sua email e condividendo il suo dissenso verso il ddl del Governo sull'Università, confermiamo la nostra netta contrarietà. Il ddl Gelmini di fatto é una legge iniqua, centralista, affetta da ipernormativismo, inadeguata a valorizzare la maturità scientifica e didattica del personale docente e dei ricercatori, di ruolo e precari. Noi siamo contrari perché stiamo dalla parte dell'Università pubblica, di coloro che vogliono esserci come studenti ma non ne hanno i mezzi, di chi è ricco di competenze e talento ma viene invece sfruttato come precario privo di prospettive e spinto a lasciare il Paese per l’estero, di chi é già nei ruoli dell'Università ma alla sua progressione di carriera si preferisce lo sfruttamento gratuito delle sue capacità didattiche. Il Gruppo del Pd alla Camera si é opposto in ogni modo alla calendarizzazione affrettata di questo provvedimento dannoso, che interviene solo fittiziamente sui problemi dei nostri atenei. Per la discussione in Aula il gruppo PD ha deciso di nominare un relatore di minoranza, come è consuetudine fare per i provvedimenti di particolare rilevanza politica, e i deputati presenteranno i nostri emendamenti, perchè riformare l'Università è necessario e lo si può fare attuando i principi dell'autonomia responsabile basata sulla valutazione, del diritto allo studio e delle pari opportunità, delle valorizzazione della maturità scientifica e didattica di chi già opera nel sistema e di chi vi aspira ad entrarvi perchè ha titoli e talento, dell'investimento di risorse adeguate e in linea con i parametri OCSE. I tempi per la discussione in Aula sono contingentati, ma non rinunceremo a sottoporre le nostre proposte alle forze politiche. Infine, dal punto di vista finanziario, la Commissione Bilancio ha ribadito venerdì scorso che non ci sono le coperture per le modifiche apportate dalla Commissione Cultura. E sia chiaro che il miliardo in più per l’Università annunciato da Tremonti in realtà non esiste: al netto degli 800 milioni inseriti dal governo nel maxi emendamento alla finanziaria, al fondo di finanziamento ordinario mancano ancora 276 milioni per il fabbisogno annuale rispetto all’anno in corso, il che significa che la disponibilità del fondo è sufficiente a pagare gli stipendi di chi è già di ruolo e qualche bolletta. Si sono poi perse letteralmente le tracce del recupero degli scatti stipendiali tagliati dalla manovra di quest’estate: ennesima promessa non mantenuta. Ma il punto é che, oltre ai problemi finanziari, non ci sono le condizioni politiche per discutere serenamente di un provvedimento dagli impatti così dirompenti, ed è a nostro avviso grave che il Parlamento venga mortificato su un tema così rilevante per l'Italia di oggi e di domani. Senso di responsabilità imporrebbe un rinvio della discussione in Aula e una capacità di ascolto e di dialogo da parte del Governo nei confronti delle opposizioni e di chi, come voi, sta protestando con forza e con civiltà. Ma ciò non avviene, per questo noi ci opporremo con forza all'approvazione del provvedimento sia tentando di ottenerne il rinvio sia esprimendo con chiarezza il nostro dissenso e la nostra contrarietà. Cordialmente, Amalia Schirru _________________________________________ Stefania Spiga Ufficio Segreteria on. Schirru schirru_a@camera.it www.amaliaschirru.it